Facebook, catena di Sant’Antonio sulla privacy è una bufala

Risale addirittura al 2014

Facebook, catena di Sant’Antonio sulla privacy è una bufala
TiscaliNews

E’ il nuovo tormentone del social network più amato dagli italiani: una dichiarazione da postare sulla propria bacheca per difendersi da un presunto utilizzo di dati e informazioni personali da parte dell’azienda creata da Mark Zuckerberg.

Fantomatica tutela della proprietà intellettuale - Con la dichiarazione l’iscritto rievocando gli articoli 111, 112 e 113 del Codice civile tutelerebbe la proprietà intellettuale di informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi postati sul proprio profilo personale. Grazie al post, Facebook sarebbe costretta a chiedere il consenso dell’iscritto per un utilizzo del materiale a fini commerciali.

La social media manager: bisogna sempre verificare le informazioni - “Si tratta di una bufala che ha già qualche anno di anzianità alle spalle. Basta digitare l’inizio della dichiarazione su Google per constatare che si tratta di una catena che risale addirittura al 2014” spiega la social media manager Alessandra Polo. “Facebook è molto attenta alle questioni della privacy – prosegue – e prima di diffondere notizie false sarebbe opportuno fare dei controlli”.

Pratica stagionata che trova nuova linfa sui social - Le catene di Sant'Antonio traggono il proprio nome dal fenomeno che consisteva nell'inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi. Una pratica quindi non recentissima che tuttavia sta vivendo una seconda vita sui social network a conferma che nonostante le tecnologie cambino velocemente i meccanismi di comunicazione e relazione tra le persone più o meno sono sempre gli stessi.

Il testo della bufala
A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette l'uso di informazioni personali, Io sottoscritto XXXX YYYY dichiaro quanto segue: oggi, 09/09/2015, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, video, testi, ecc... postati sul mio profilo. Per l'uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento. Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d'autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Milano). Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questo testo può essere copiato e incollato. Se non si pubblica questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l'utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell'aggiornamento proprio profilo.

E’ il nuovo tormentone del social network più amato dagli italiani: una dichiarazione da postare sulla propria bacheca per difendersi da un presunto utilizzo di dati e informazioni personali da parte dell’azienda creata da Mark Zuckerberg.

Fantomatica tutela della proprietà intellettuale - Con la dichiarazione l’iscritto rievocando gli articoli 111, 112 e 113 del Codice civile tutelerebbe la proprietà intellettuale di informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi postati sul proprio profilo personale. Grazie al post, Facebook sarebbe costretta a chiedere il consenso dell’iscritto per un utilizzo del materiale a fini commerciali.

La social media manager: bisogna sempre verificare le informazioni - “Si tratta di una bufala che ha già qualche anno di anzianità alle spalle. Basta digitare l’inizio della dichiarazione su Google per constatare che si tratta di una catena che risale addirittura al 2014” spiega la social media manager Alessandra Polo. “Facebook è molto attenta alle questioni della privacy – prosegue – e prima di diffondere notizie false sarebbe opportuno fare dei controlli”.

Pratica stagionata che trova nuova linfa sui social - Le catene di Sant'Antonio traggono il proprio nome dal fenomeno che consisteva nell'inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi. Una pratica quindi non recentissima che tuttavia sta vivendo una seconda vita sui social network a conferma che nonostante le tecnologie cambino velocemente i meccanismi di comunicazione e relazione tra le persone più o meno sono sempre gli stessi.

Il testo della bufala
A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette l'uso di informazioni personali, Io sottoscritto XXXX YYYY dichiaro quanto segue: oggi, 09/09/2015, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, video, testi, ecc... postati sul mio profilo. Per l'uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento. Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d'autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Milano). Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questo testo può essere copiato e incollato. Se non si pubblica questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l'utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell'aggiornamento proprio profilo.