[L'analisi] Cresce il movimento anti-social. Ecco chi guida la rivolta

L'accusa è che le piattaforme stiano sfruttando la debolezza umana

[L'analisi] Cresce il movimento anti-social. Ecco chi guida la rivolta contro Facebook e compagnia
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Nel giro di poco tempo la vera moda potrebbe essere quella di stare fuori dai social network. Una prospettiva che al momento sembra quasi irrealistica considerando il successo sempre maggiore di Facebook o Instagram ma che acquista un significato diverso se teniamo conto del fatto che il movimento dei cosiddetti anti-social sta prendendo piede nella Silicon Valley ovvero nell’unica area del mondo capace di dettare le mode tecnologiche al resto del pianeta. E alla testa degli anti-social non ci sono persone qualunque ma proprio coloro che hanno contribuito alla creazione dei social network.

Ex presidente di Facebook: i social sono come la droga 

L’ultimo in ordine di tempo ad affermare pubblicamente la proprio preoccupazione per quello che sta succedendo è stato Sean Parker, inventore di Napster e presidente ed ex presidente di Facebook. Parker ha usato parole durissime contro i social network: “Approfittano delle vulnerabilità della psicologia umana attraverso meccanismi che creano dipendenza come una droga. Dio solo sa cosa stanno facendo alla mente dei bimbi” ha affermato.

Like innescano neurotrasmettitori del cervello 

Il manager ha spiegato un principio già noto da tempo. I riscontri sociali che otteniamo, ovvero like, condivisioni, commenti e così via, innescano nel cervello neurotrasmettitori come la dopamina che generano piacere ma anche dipendenza. Per Parker il successo dei social network è fondato “sullo sfruttamento di una vulnerabilità della psicologia umana”.

Cofondatore di Twitter: social rendono il mondo peggiore 

Prima dell’ex presidente di Facebook una presa di distanza importante era arrivata da Evan Williams, uno dei fondatori di Twitter. "Internet si è rotto, si è incamminato su un percorso buio. E le cose andranno peggio, basta vedere le persone che postano in diretta suicidi, pestaggi o assassinii ha affermato l’imprenditore. "Una volta pensavo che il mondo sarebbe stato automaticamente migliore se ognuno fosse stato libero di parlare liberamente e scambiare informazioni ed idee. Mi sbagliavo" ha aggiunto.

Il futurologo: social sono inutile distrazione 

Tra coloro che bocciano senza mezzi termini i social network c’è infine anche Jerry Kaplan, uno dei più importanti scienziati e futurologi del pianeta. Kaplan ha candidamente ammesso di “odiare i social media” e di considerarli una inutile “distrazione”.

Sensazione è che i social siano vicini al punto di svolta 

Esagerazioni quelle di Parker, Williams e Kaplan? Niente affatto e la consapevolezza che sia necessario avere comportamenti più responsabili sui social network sta prendendo piede anche tra le persone comuni. E’ vero che le varie piattaforme continuano a crescere però si ha quasi la sensazione che ci troviamo vicini ad un punto di svolta oltre il quale inizia il declino. Ancora all’orizzonte non si vede cosa potrà prendere il posto di Facebook ma l’innovazione tecnologica più di una volta ha dimostrato che giganti apparentemente inattaccabili possono dissolversi nel giro di pochissimi anni.