Chi l’ha detto che i giovani non hanno futuro? All’ADCI Awards 2017 per la prima volta nella storia viene assegnato un Grand Prix agli studenti e io vi racconto la storia di una di loro!

5 giovanissime del nostro tempo piene di passione scommettono sul proprio futuro e vincono il prestigiosissimo Grand Prix, premio assegnato dall'Associazione Art Directors Club Italiano alle migliori campagne pubblicitarie digitali dell'anno. Il loro grandioso progetto di marketing si intitola LinkedInmate  (cliente della campagna: LinkedIn), ed è la prima campagna al mondo che ha l’obiettivo di reintegrare gli ex detenuti nel mercato del lavoro. 

L’allarme dell’Unione Europea di qualche anno fa era ben chiaro: ci disse che i più giovani cittadini di tutta Europa, sebbene armeggiassero tanto con gli smartphone, non avevano le fondamentali competenze digitali che avrebbero potuto favorirli nel trovare lavoro in un'economia sempre più digitalizzata e dalla quale senza competenze specifiche in ambito digitale sarebbero stati automaticamente tagliati fuori. La Commissione stimò che entro il 2020 ci sarebbe stato un aumento di 16 milioni di posti di lavoro e una riduzione di 12 milioni a causa di personale poco qualificato.

Così anche in Italia, dove solamente il 2,5 per cento dei lavoratori è impegnato professionalmente in ambito ICT, settore guida della crescita di un paese che quando è ampio restituisce a quel paese l’immagine di un futuro economico col segno più.

Vi parlo di Marta e del team di cui è parte, per raccontare tutti coloro che decidono di scommettere su sé stessi, per coltivare una propria passione, in questo caso quella per il mondo della comunicazione e della pubblicità, adeguando però le proprie attitudini ad un mondo che è profondamente cambiato da quando tutta la comunicazione è stata stravolta dai media digitali.

Dopo la laurea triennale a Cagliari in Lingue e Comunicazione, e conseguita la specialistica all’Università di Pesaro in Comunicazione e Pubblicità, Marta sceglie di frequentare a Milano il Master in Copywriting all’Accademia di Comunicazione decidendo, insieme ai suoi compagni di viaggio, di interpretare le esigenze delle aziende del nostro tempo, quelle che non necessitano di visibilità soltanto sui media tradizionali, TV, radio e carta stampata, ma che, grazie ad esperti come lei, possono raccontare i propri prodotti e servizi attraverso i media digitali, quelli che raggiungono tutti, attraverso la rete e i propri spazi di condivisione in mobilità.

Così sabato sera Marta Bacchitta, Elena Fontani, Eleonora Giugliano, Sarah Galli e Angela Celano, vincono la loro scommessa, ritirando a Milano il prestigiosissimo Grand Prix, premio assegnato dall'Associazione Art Directors Club Italiano alle migliori campagne pubblicitarie digitali dell'anno.

Il loro lavoro si intitola LinkedInmate  (cliente della campagna: LinkedIn), ed è la prima campagna al mondo che ha l’obiettivo di reintegrare gli ex detenuti nel mercato del lavoro attraverso LinkedIn, il più celebre e longevo dei social media, di casa Microsoft, impiegato nello sviluppo di reti professionali. Come? Utilizzando con spirito di resilienza le “attitudini” che ciascuno ha messo in gioco nel commettere i reati.Ci siamo chiesti come potesse  un creatore di virus essere bravo ad hackerare un sistema, aiutandolo a trasformare quelle attitudini in abilità che gli consentissero di trovare un’occupazione”, mi ha raccontato Marta Bacchitta al telefono.

Si tratta di qualcosa che non era mai accaduto prima poiché finora le giurie avevano sempre assegnato il Grand Prix ad un’agenzia. Stavolta, con un vero e proprio colpo di scena il premio più ambito dai creativi italiani è stato assegnato a degli studenti che con lo stesso progetto avevano già ricevuto il premio Giovani Leoni italiani (organizzato da Rai pubblicità) e un riconoscimento al Festival di Cannes. 

Il Presidente delle Giurie, Andrea Stillacci, ha commentato sul palco: “Ci siamo guardati negli occhi tutti insieme e non abbiamo avuto dubbi”. 

44 progetti hanno concorso per il Grand Prix e solamente LinkedInmate ha vinto l’oro, non essendo nemmeno stato assegnato alcun argento o bronzo.

Ho chiesto a Marta di dirmi cosa li avesse spinti ad  interessarsi allo sviluppo di un’idea così inusuale: “La risposta è nella prima immagine che compare nel video promo, il primo dato che abbiamo acquisito: "Negli usa il 76 per cento dei detenuti non trova lavoro”, da li è cominciato il nostro lungo viaggio”.

Marta ad aprile ha concluso il suo master e dopo una sola settimana ha trovato il suo primo impiego, a 27 anni, in un’agenzia di pubblicità a Milano dove si occupa di campagne di comunicazione integrate per brand quali Findus, Citroën‎ e Chateau d'Ax, solo per citarne alcuni, e io non vedevo davvero l’ora di raccontarvi la sua storia perché sono fermamente convinta che chiunque in questo momento, rigorosamente spinto da una passione autentica come la sua, chiunque si affacci nel mondo del lavoro con le competenze richieste da questo millennio, e non ragionando sulle professioni del “vecchio”, il lavoro non soltanto lo trova ma potrà scegliere sempre il meglio ed è evidente che la strada che Marta sente di dover percorrere è ancora molto lunga perché la realizzazione dei suoi obiettivi è appena cominciata, ha due grandissimi alleati dalla sua parte e si chiamano passione e curiosità!

Ecco il capolavoro vincitore del GrandPrix 2017, ecco LinkedInmate