Al via per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sarde il primo corso di accountability, di cosa si tratta?

Sempre più qualunque “buon governo” passa dalla capacità di lasciarsi giudicare in maniera costruttiva e trasparente dai cittadini. In questo senso si chiama accountability l’attitudine e l’obbligo di chi è chiamato a prendere decisioni al posto di altri di rendere conto delle proprie scelte, di essere responsabile per i risultati conseguiti e di dare visibilità e tracciabilità ai mezzi utilizzati per ottenerli.

L’accountability è quella caratteristica indispensabile che oggi qualunque soggetto chiamato a prendere decisioni per conto di altri dovrebbe possedere così come dovrebbero essere accountable tutti coloro che per mandato ricoprono cariche pubbliche e tutti coloro che esercitano a vario titolo poteri pubblici amministrando la cosa pubblica.

Accountability, non è solo trasparenza, poiché, ad esempio, una pubblica amministrazione che è accountable non si limita solo a rendicontare e pubblicare in maniera trasparente i risultati raggiunti ma crea anche le condizioni per ricevere un feedback dai soggetti esterni, su quei risultati, ed è in grado di capitalizzare quel feedback rendendolo parte del proprio operato. Chi agisce in un ottica di accountability fa in modo che le proprie attività non siano soltanto trasparenti ma replicabili senza alcun passaggio del processo non tracciato o non ricostruibile e quindi non replicabile.

Perché ne parlo in uno spazio in cui il mio tema centrale è tutto ciò che ruota intorno alla rivoluzione digitale?

Poiché non vi può essere accountability e nessuna amministrazione potrebbe mai essere accountable, capace cioè di rendere conto del proprio operato, se non esistesse internet, i social media e se non fosse in atto quella rivoluzione digitale che impatta così fortemente nei rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadini, rivoluzione che trasforma questi ultimi da consumatori di informazioni in “consum-attori” che rispetto al passato non solo prendono atto delle decisioni prese ma possono arricchirle, trasformarle, stravolgerle attraverso il proprio feedback, in un'ottica di governo aperto, ovviamente, che è presupposto necessario del ragionamento.

Proprio perché essere accountable, non è semplicemente esporre o pubblicare degli atti come un po’ è stato fatto finora da parte della maggior parte delle pubbliche amministrazioni ma è sfruttare nuovi metodi, nuovi strumenti e le nuove norme che oggi consentono una maggiore partecipazione civica e più in generale, un maggiore coinvolgimento dei cittadini, la notizia per la prima volta di un corso online dedicato al tema dell’accountability è una lietissima novella, soprattutto perché il primo corso avrà come fruitori dipendenti e funzionari della pubblica amministrazione sarda che vogliano approfondire il tema dell’accountability e dell'etica pubblica.

Qual è il ruolo dei media nelle politiche di accountability di una pubblica amministrazione? Cos’è il monitoraggio civico, e il FOIA? Cosa significa whistleblowing? Cosa cambierà con l’entrata in vigore a maggio 2018 del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali? Sono soltanto alcuni degli interrogativi ai quali sarà possibile rispondere frequentando la prima edizione del corso online di accountability per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sarde in partenza il prossimo 26 ottobre e le cui iscrizioni resteranno ancora aperte per qualche giorno accedendo al seguente link [http://eventipa.formez.it/node/110644].  

Il corso online Accountability (di cui è prevista una seconda edizione nel 2018) rientra tra le attività del progetto "OpenRAS: dati aperti per la trasparenza e l’accountability” -  Programma Operativo Regionale FSE 2014-2020 (Decisione C 2014 N° 10096 del 17/12/2014), Asse 4 – Capacità istituzionale e amministrativa, azione 11.1.1 “Interventi mirati allo sviluppo delle competenze per assicurare qualità, accessibilità, fruibilità, rilascio, riutilizzabilità dei dati pubblici”.