HyperX Pulsefire FPS - Recensione

Un mouse gaming semplice, sincero e competitivo come pochi!

HyperX Pulsefire FPS - Recensione
di NextHardware

Qualcuno potrebbe ancora non saperlo, ma HyperX, divisione gaming di Kingston, ha finalmente il suo primo mouse nella forma del Pulsefire FPS, ovvero l'oggetto della nostra recensione odierna.

Già, perchè HyperX, lo abbiamo sempre fatto notare, ha seguito un percorso abbastanza inusuale nel suo approccio al mondo gaming, lanciandosi in primo luogo in un settore un po' "sciagurato" come quello delle cuffie da gioco (almeno secondo gli appassionati di audio), riuscendo per la verità a farsi un certo nome sfruttando come base il know how di alcuni produttori più navigati, disposti a fabbricare validi prodotti per conto terzi.

Ma oggi parliamo di mouse e nello specifico di questo Pulsefire FPS, una soluzione che è già un programma a partire dal nome (il quale contiene un chiaro indizio su quello che è il target di utenza) e ci trasmette una sensazione di déjà vu a livello di design, con una elevata pulizia delle linee e l'assenza di inutili fronzoli.

Del resto questo è un po' lo stile HyperX, scevro di particolari di discutibile importanza come dimostrano prodotti come le Cloud o la Alloy FPS da poco recensita, più attento alle specifiche tecniche che all'aspetto anche su questo Pulsefire FPS che, comunque, non sfrutta alcunché di inedito a livello tecnologico.

La base è offerta dal collaudato PixArt PMW 3310, un eccellente sensore ottico che, seppure non sia più il top oggi, in pratica è sempre in grado di offrire un'elevata qualità di tracciamento ed una risoluzione programmabile in diversi step.

D'ordinanza i microswitch di fabbricazione Omron, come richiesto per un mouse da gioco realmente tale, accreditati di una durata da 20 milioni di click e supportati dal "solito" collegamento USB con polling a 1000Hz.

Pochi ma semplici dettagli, certo, che non è detto ci portino a conclusioni ovvie: come tutte le ricette "semplici", infatti, il minimo errore pesa molto nel risultato finale e noi siamo giusto qui a fare la nostra parte nella prova del primo mouse HyperX.

Dopo la nostra analisi …

Molto "purista" per i canoni moderni, il Pulsefire FPS è realmente uno strumento per professionisti, progettato e costruito per una cosa sola, ovvero vincere, e non ci sorprendiamo sia il mouse ufficiale degli Intel Extreme Masters, uno dei tornei più importanti a livello internazionale.

Il primo mouse del brand gaming di Kingston è frutto di una chiara linea di pensiero, molto "pratica", che pare avere un solido fondamento in HyperX, un brand che ha deciso di rincorrere la concorrenza, da ultima arrivata sul campo, non sull'estetica, dove la battaglia è in qualche modo senza speranza, ma esclusivamente sulle caratteristiche che contano.

Sicuramente l'obiettivo è centrato in pieno e non potevamo essere più contenti delle prestazioni restituite dal Pulsefire FPS nei nostri test.

Il fatto che la nostra esperienza con il Pulsefire FPS sia stata più che entusiastica, però, è da ricercare più in fattori soggettivi come la forma e le dimensioni che per aspetti oggettivi: non che a livello di sensore e meccanica ci sia nulla di inferiore rispetto alla concorrenza, tutt'altro, ma perché l'impugnatura è un aspetto importantissimo come abbiamo sempre sostenuto e, in ogni caso, non possiamo sottostimare questo aspetto né, tanto meno, escludere che in molti possano trovarsi d'accordo con noi.

Sull'aspetto tecnico dunque non c'è nulla di elaborato, ma è forse proprio questa la maggiore forza del primo mouse HyperX, che si limita a fare il suo lavoro con un buon sensore ottico come il PixArt PMW 3310 ed un ottima qualità meccanica, cercando di essere quanto più versatile possibile.

E per questo che soprassediamo anche su una mancanza abbastanza singolare nel 2017, come il software, in tutta onestà neanche così richiesto dai "puristi" degli FPS (ricordate Zowie?) e, alla luce poi della cifra richiesta, poco oltre i 50€, cos'altro potremo aggiungere?

Il Pulsefire FPS funziona egregiamente e va liscio come l'olio, questo è quanto.

La recensione completa è disponibile su Nexthardware.