HyperX Alloy FPS - Recensione

Una tastiera meccanica compatta che va dritta al cuore dei giocatori degli sparatutto in prima persona.

HyperX Alloy FPS - Recensione
di CreoInteractive

Nell'ormai lontano 2002 Kingston Technology, uno dei nomi più ricorrenti per chi mastica di componentistica e dintorni da tempo sufficiente, ha dato alla luce il brand HyperX seguendo quel trend che mira ad ottenere l'attenzione dei più appassionati con linee di prodotto specifiche e spesso distanti dall'hardware più comune integrato nei PC di ogni giorno.

Parallelamente a Kingston, HyperX si è consolidata con un folto numero di soluzioni nel proprio catalogo che, oltre alla specialità della casa, ovvero le memorie DDR, ha incluso anche le memorie a stato solido sia per lo storage che per il trasferimento dati e, da ultimo, le periferiche gaming.

Qui, in realtà, abbiamo sempre considerato l'esperienza HyperX tra le più singolari, ma anche più efficaci: la divisione enthusiast di Kingston è inizialmente entrata a testa bassa nel mercato con un solo esemplare di cuffie, portando un po' di scompiglio in un settore molto affollato e sul quale si è concentrata in maniera esclusiva per molto tempo, arrivando a lanciare ben quattro modelli prima di ampliare la propria offerta con qualcosa di differente.

Questo il motivo della nostra recensione odierna, ovvero un allargamento di orizzonti che ha prodotto il lancio della prima tastiera da gioco sotto il brand HyperX, vale a dire la Alloy FPS, una meccanica indirizzata, come il nome stesso suggerisce, ad una particolare clientela.

La Alloy FPS nasce dunque sotto la migliore tradizione del brand, ovvero quella di fornire le massime prestazioni con un design subordinato più alla funzionalità che all'estetica fine a sé stessa, optando per uno stile compatto, trasportabile e pulito.

L'aspetto prestazionale è stato demandato alla soluzione più sicura possibile, l'uso degli switch Cherry serie MX (gli originali fabbricati dall'omonima azienda tedesca) nel nostro caso nella variante MX Blue.

Ad onore di cronaca, la scelta di utilizzare una tipologia non lineare e dal feedback sonoro ha generato in redazione qualche perplessità, soprattutto alla luce della specifica "FPS" presente nel nome della tastiera, un qualcosa che l'immaginario collettivo ha sempre riferito invece agli switch lineari MX Red o Black.

Non sappiamo il motivo di ciò, se cioè è da ricondurre ad un'esigenza di arrivare in volumi sul mercato sfruttando la bassa domanda degli MX Blue o altro, ma oggi analizzeremo la Alloy FPS poche settimane dopo l'annuncio della disponibilità di altre versioni, armate dunque con switch MX Red e MX Brown, sempre a retroilluminazione rossa.

Il tutto è inserito in uno chassis che non vede funzioni extra ovviamente inutili per gli FPS, lasciando per strada Macro e tasti aggiuntivi, ma non una retroilluminazione per-key, con qualche limite, ed un altra piacevole sorpresa: HyperX ha previsto il lancio di un layout inglese ma di tipo UK (ISO) il cui formato è del tutto identico al nostro, meno le legende.

Dopo la nostra analisi …

HyperX fa debuttare la Alloy FPS portando alla nostra attenzione qualcosa di positivo, con un design che offre una buona sensazione di durevolezza e qualità, insieme ad elevate prestazioni in ogni ambito.

Dai primi passi ad oggi è ormai chiaro che, anche quando si tratta di assemblare periferiche, HyperX è perfettamente concentrata per offrire la medesima attenzione alle prestazioni ed alla funzionalità che ha caratterizzato le cuffie Cloud, rivelando una particolare affinità con quel tipo di giocatore poco avvezzo a farsi attrarre solo dall'estetica.

Al contrario del settore cuffie però, quello delle tastiere gaming si fa trovare meno impreparato e si è largamente sviluppato negli ultimi anni tenendo conto anche delle esigenze più essenziali, scevre di inutili fronzoli estetici, offrendo svariate declinazioni del concetto di tastiera ad ogni prezzo e con una serratissima battaglia sul fattore prestazionale.

La HyperX Alloy FPS si trova dunque di fronte ad uno scenario decisamente più ostico rispetto a quello fronteggiato dalle cuffie Cloud, dove la concorrenza non manca e non è di certo inferiore, pronta a rispondere per le rime ad un prodotto che, di certo, ha parecchi aspetti positivi, ma nessuna tecnologia "aliena" su cui contare.

Certamente questa nuova meccanica possiede una particolare combinazione di caratteristiche che possono risultare gradevoli a molti: è compatta e trasportabile, offre un layout molto pulito a switch plate-mounted e non risulta difficile da utilizzare.

Il prezzo su strada, fissato in circa 130€, è parecchio vicino a quello delle più economiche meccaniche Cherry con funzionalità Macro e/o aggiuntive più complete, ma speriamo possa distrarre poco l'attenzione da quello che è senza dubbio un ottimo prodotto.

La recensione completa è disponibile su Nexthardware.