ASUS ROG STRIX GeForce GTX 1080 Ti OC - Recensione

Qualità costruttiva al top e prestazioni decisamente elevate per l'ammiraglia gaming del colosso taiwanese.

ASUS ROG STRIX GeForce GTX 1080 Ti OC - Recensione
di NextHardware

In concomitanza con il rilascio dell'architettura Pascal di NVIDIA, ASUS ha deciso di rivoluzionare la gamma di schede video STRIX, "sotto brand" del marchio ROG, ampliando sempre di più l'offerta indirizzata ai videogiocatori più esigenti.

La nuova lineup degli "strigidi" mette in mostra un design completamente rinnovato, caratterizzato da una livrea total black e da un sistema di smaltimento del calore di gran lunga più performante rispetto a quanto visto nelle precedenti generazioni.

Le nuove STRIX, così come tutte le attuali schede grafiche ASUS di fascia alta, vengono prodotte con la tecnologia Auto-Extreme, un processo produttivo completamente automatizzato che utilizza materiali di qualità superiore ed elimina completamente gli errori umani, garantendo un elevato standard qualitativo.

L'utilizzo di componenti Super Alloy Power II, dotati di una speciale lega anticorrosiva e termoresistente, massimizzano inoltre le prestazioni e riducono in modo consistente il coil whine a pieno carico.

Specifiche tecniche a parte segnaliamo che, come per gli altri modelli della serie, anche la ASUS ROG STRIX GeForce GTX 1080 Ti OC in prova dispone di tre distinte frequenze di funzionamento preimpostate per la GPU, tutte attivabili all'interno della suite GPU Tweak II.

Tralasciando i dati per la Modalità Silent, vi indichiamo le frequenze per i profili Gaming Mode e OC Mode (dato in tabella) che sono, rispettivamente, 1569MHz o 1594MHz di base clock e 1683MHz o 1709MHz di boost clock (+126MHz rispetto ad una Founders Edition).

Come se non bastasse, per la ROG STRIX GeForce GTX 1080 Ti OC oggi in test ASUS ha introdotto ulteriori novità rispetto alle sorelle minori precedentemente esaminate e sarà quindi nostra cura evidenziarle nel corso della nostra analisi.

Le nostre conclusioni …

In occasione della recensione della ASUS ROG Poseidon GTX 1080 Ti avevamo scritto che se l'intenzione non era quella di integrare la scheda in un impianto a liquido, la sorella ad aria, ovvero la ROG STRIX 1080 Ti, sarebbe stata una scelta a nostro avviso migliore, affermazione che ora ribadiamo.

I punti di forza rispetto alla 1080 Ti Founder Edition sono innumerevoli: il dissipatore DirectCU III, decisamente più efficiente anche se più imponente, che consente l'utilizzo della scheda in modalità fanless in condizioni di basso carico, il PCB, completamente riprogettato e irrobustito nella sezione di alimentazione, e ovviamente, le migliori capacità di overclock.

Per chi poi è attento anche al lato "estetico" e desidera un prodotto che si integri in una moderna configurazione con, o senza, illuminazione RGB, il sistema Aura Sync fornisce un deciso plus rispetto alla soluzione monocromatica del dissipatore NVIDIA.



Dal punto di vista costruttivo la scheda è solida e ottimamente progettata, l'unico "neo", se così si può dire, riguarda l'occupazione di quasi tre slot invece dei canonici due di una Founders Edition, aspetto sicuramente marginale, ma che invita a verificare con più attenzione la disposizione degli slot PCI-E della scheda madre in caso desideraste fare uno SLI.



Veniamo ora alla "nota dolente" ovvero il prezzo di commercializzazione che, complice la penuria di GPU data l'impennata della domanda per il mining, ha subito due rialzi consecutivi in pochi giorni portando la scheda a quota 959€.



Sebbene quest'ultimo sia indubbiamente elevato, lo riteniamo comunque giustificato per una scheda di questo livello anche in base a quanto emerso durante la nostra analisi, motivo per cui assegniamo alla ASUS ROG STRIX GeForce GTX 1080 Ti OC il nostro massimo riconoscimento.

La recensione completa è disponibile su Nexthardware.