Sharing economy: condivido, guadagno, socializzo!

Sharing economy: condivido, guadagno, socializzo!
di Pionero

Lo scorso anno <strong>il mercato della sharing economy valeva 3,5 miliardi</strong> ma, secondo l'Università di Pavia, nel 2025 potrebbe arrivare a quota 25 coinvolgendo oltre 21 milioni di persone. Che si tratti di condividere un'auto, un appartamento o un pranzo, il risultato non cambia: <strong>gli italiani di oggi navigano, condividono e risparmiano</strong>. In poche parole, hanno promosso la sharing economy. I servizi più popolari sono l'home sharing, il car pooling, il bike e car sharing (il 9% degli intervistati li ha usati), il taxi peer to peer (8%), il social eating (6%). Le piattaforme che offrono questi e altri servizi di condivisione sono cresciute tra il 2014 e il 2015 del 34,7%. Il 2015 è stato un anno importante per questo settore. A livello internazionale, <strong>AirBnb</strong> ha continuato a crescere, ricevendo costantemente nuovi round di finanziamento, arrivando a essere quotata 24 miliardi, una valutazione maggiore rispetto a un colosso dell’accoglienza come la catena Marriot, che vanta circa 4mila hotel in tutto il mondo. In <strong>BlaBlaCar</strong>, l’idea di fondo è quella di estendere la sharing economy nel campo del carpoooling a livello mondiale. Ad oggi, nel 2016, BlaBlaCar è presente il 22 nazioni europee e vuole diventare a tutti gli effetti un player globale. <h2>Il fenomeno sharing economy visto da vicino</h2> La sharing economy, o economia della condivisione, è un concetto in continua evoluzione, come la realtà a cui fa riferimento. Si affaccia nel panorama economico alla fine del Novecento, ma si è concretizzato con il diffondersi di internet e con la nascita delle community online e di nuove piattaforme tecnologiche. È un universo che comprende molte realtà caratterizzate da molti elementi. Primo tra tutti è il fatto di essere un <strong>nuovo modello economico improntato sulla condivisione di beni e servizi</strong> e, quindi, non più basato sull’acquisto e sulla proprietà ma piuttosto sul riuso e sulla condivisione, in cui l’elemento relazionale è fondamentale. In pratica alcune persone affittano la loro auto per qualche ora, altri si offrono di cucinare pasti per permettere a chi lavora di godere di una pausa pranzo in “famiglia”, altri ancora condividono la loro abitazione con persone che vengono dall’altra parte del mondo. Le possibilità sono infinite e gli imprenditori sono sempre alla ricerca di nuove combinazioni. In questo panorama, gli imprenditori che operano nel campo della sharing economy hanno scorto un’opportunità per i consumatori offrendo loro la possibilità di condividere sia beni tangibili, come la casa, l’auto, i pasti, che intangibili come il proprio tempo libero. <h3>SO Lunch: un modello di sharing economy</h3> Il cibo è da sempre un forte aggregatore di persone e di esperienze. Il cibo avvicina, rallegra e appaga. A tavola si parla più volentieri, si condividono non solo le pietanze, ma anche le esperienze. <a href="http://www.solunch.it/solunch" target="_blank"><strong>SO Lunch</strong></a>, nata dall’intuizione di <strong>Luisa Galbiati</strong> con il supporto di un team che comprende <strong>Elena Seccia</strong>, <strong>Oscar Figus</strong> e <strong>Roberto Marmo</strong> nelle vesti di mentor, mette in contatto chi è a casa all'ora di pranzo con chi, lavorando o studiando, vuole mangiare come a casa propria, ovunque si trovi, garantendo un guadagno ai cuochi e favorendo nuove relazioni. Consente alle persone di socializzare, mangiare in modo sano e, nello stesso tempo, di guadagnare.<iframe src="https://www.youtube.com/embed/fXSf75WoIm8" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe>Tutti ottengono benefici perché diventano parte attiva del processo. In Italia, parliamo di 17 milioni di persone inattive, dai 24 ai 65 anni, che sono a casa, spesso, con redditi bassi. SO Lunch utilizza la sharing economy per generare reddito e inclusione sociale attraverso una community trasversale per età, reddito, cultura, esperienze. Nonostante la piattaforma sia online solo da fine aprile, centinaia sono le persone iscritte e decine i pasti scambiati. La stampa nazionale e locale (La Repubblica, Corriere della Sera, Avanti, Rai Radiorai2-EtaBeta) ha dedicato ampio spazio all’iniziativa ritenendola innovativa e socialmente utile.SO Lunch è stato fra i 30 finalisti dell<strong>’European Innovation Competition New Way to Grow 2015</strong> tra 1.500 progetti europei, ha vinto il <strong>Digital Award 2015– Il coraggio di Innovare</strong> promosso dalla Regione Lombardia e da UnionCamere ed è stato tra i 20 progetti selezionati dall’acceleratore di imprese sociali <strong>SocialFare</strong> di Torino. Il progetto SO Lunch è stato presentato al Ferrara Sharing Festival come piattaforma di sharing economy emergente e i founders sono stati invitati a Forum PA 2016 a discutere sulla proposta di legge sulla sharing economy. L’obiettivo della start up è di consolidare, entro fine anno, la presenza a Milano e a Roma per poi ampliare il progetto, nel 2017, a tutta Italia e, dopo il consolidamento italiano, approdare in Europa.<img class="wp-image-27439 aligncenter" alt="sharing_economy " src="http://www.pionero.it/wp-content/uploads/2016/09/vuoto.png" width="596" height="221" /><strong></strong><strong>L’immediato futuro vede SO Lunch tra i 20 progetti selezionati dal Comune di Milano nel primo bando di Crowdfunding Civico italiano</strong>. La campagna, attiva sulla piattaforma Eppela, è online dal fino al 3 novembre. Ogni contributo riceverà una ricompensa proporzionata alla donazione (a partire da una quota simbolica di 5 euro) e un ringraziamento sul sito dell’evento, per aver appoggiato il progetto. <strong>Per contribuire alla campagna è sufficiente registrarsi sul sito di <a href="www.eppela.com/solunch" target="_blank">Eppela</a> e partecipare con una donazione</strong>. Al raggiungimento dell’obiettivo, il Comune di Milano raddoppierà la raccolta.<br /><br /><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.pionero.it/2016/09/30/sharing-economy-condivido-guadagno-socializzo/">Sharing economy: condivido, guadagno, socializzo!</a> è stato pubblicato per la prima volta su <a rel="nofollow" href="http://www.pionero.it">Pionero</a>.