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Lego Serious Play: un gioco che diverte e funziona

Lego Serious Play: un gioco che diverte e funziona
di Pionero

Sono stata ospite, a Milano, della prima <a href="http://www.lspfest.com/" target="_blank"><strong>LSP Fest</strong></a> dedicata a Lego Serious Play, la metodologia che facilita il pensiero, la comunicazione e la risoluzione di problemi complessi attraverso il gioco. Un gioco apparentemente semplice e divertente (alzi la mano chi, da bambino, non si divertiva con i mattoncini della Lego) che, opportunamente condotto da un facilitatore, permette di <strong>agevolare i processi decisionali e di problem solving</strong>. L'approccio si basa su un’idea semplice e consolidata da anni di studi psicologici: ovvero che un apprendimento, che coinvolga l'uso di attività mentali e manuali, produce una comprensione più profonda e immediata del mondo e delle sue complessità. <h2>Conosciamo da vicino Lego Serious Play</h2> <strong>Robert Rasmussen</strong>, inventore della metodologia Lego Serious Play, fu chiamato nel 1998 dall'amministratore delegato di Lego per sviluppare un metodo per quella che fino ad allora era stata solo una bella idea di due professori di un'università svizzera, che in Lego erano stati chiamati per una consulenza sulla leadership. Rasmussen mise a punto un metodo per workshop in cui i dirigenti d'azienda vengono aiutati da ''facilitatori'' a sviluppare il pensiero, la comunicazione e la risoluzione di problemi complessi sia a livello individuale, che in organizzazioni e team. Il fondamento concettuale prende spunto dal <strong>costruttivismo di Jean Piaget</strong>, psicologo e pedagogista svizzero, che considerava il sapere come qualcosa che non può essere ricevuto in modo passivo dal soggetto, ma che è il risultato della relazione fra un soggetto attivo e la realtà. La realtà, in quanto oggetto della nostra conoscenza, sarebbe dunque creata dal nostro continuo "fare esperienza" di essa. <strong>Il 70-80% delle nostre connessioni neurali sono tra mani e cervello</strong>: in tal senso quando si parla di metodo Lego Serious Play (LSP) si può tranquillamente dire “<strong>pensare con le mani</strong>”. Nella pratica, LSP è un approccio che, facendo leva sul gioco, riesce a liberare capacità e idee potenzialmente presenti in ognuno di noi, stimolando i partecipanti a costruire con le proprie mani un modello tridimensionale del proprio “problema”, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale. Il risultato? Innescare tra i partecipanti un <strong>processo collaborativo</strong>, a prescindere dal ruolo e dalle competenze, favorendo così l’insorgere di <strong>idee innovative</strong> e <strong>connessioni inedite</strong>, stimolando la creatività. <h3>Tutto ha inizio con un papero</h3> <a href="http://www.pionero.it/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-21-11.06.43.jpg"><img class="aligncenter wp-image-27482" alt="Lego Serious Play" src="http://www.pionero.it/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-21-11.06.43.jpg" width="564" height="330" /></a><strong></strong><strong>Lucius Morgelius</strong>, uno degli otto trainer di LSP al mondo e nostra guida durante il workshop, organizzato a Milano da <a href="http://cocoonprojects.com/it/" target="_blank"><strong>Cocoon Project</strong></a>, ci ha invitato ad aprire la busta contenente una cinquantina di mattoncini, il kit base, e ci ha chiesto di fare un papero, lo stesso da cui ha avuto origine nel 1938 la storia di Lego, utilizzandone solo 6.La stessa richiesta fatta da Giuseppe Brognone, Digital e Social Media Manager di Lego Italia qualche mese fa ai partecipanti di C-Come 2016, uno dei più importanti convegni italiani dedicati al copywriting, content marketing e creatività al quale aveva partecipato anche il team SEO di Marketing Informatico costruendo la propria versione di paperella con 6 mattoncini: un'<a title="Scopri di più sull'esperienza di Marketing Informatico a C-Come 2016" href="https://www.marketinginformatico.it/marketingnews/c-come-che-bella-giornata-5-frasi-che-attacchiamo-in-ufficio-dopo-ccome16/" target="_blank">esperienza</a> davvero interessante.Inizia tutto da qui, da quei 6 mattoncini che combinati tra loro, danno origine a ben 9216 combinazioni di paperi diversi. Passo dopo passo, sollecitati dalle domande di Lucius, siamo finiti a “costruire” il giornalismo del futuro. No, costruire non è un refuso, ma è esattamente quello che ciascuno di noi ha fatto, mattoncino su mattoncino, lasciando agire le mani prima ancora della mente. Solo dopo si racconta: ognuno la sua visione, si ascolta quella dell’altro, ci si confronta senza giudicare, perché è così che nascono le idee innovative. <strong>Viviamo in un mondo complesso e in costante cambiamento e le persone, in azienda, in squadra o anche solo in un gruppo di lavoro, vogliono contribuire.</strong> I leader non hanno tutte le risposte, quindi il loro successo dipende dalla capacità di ascolto di tutti i membri di un team e, così facendo, ciascuno può contribuire. Ne sanno qualcosa società del calibro di Nasa, Microsoft, Boeing, Roche farmaceutica e Novartis, solo per nominarne alcune tra quelle che hanno già sperimentato questo approccio metodologico.<br /><br /><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.pionero.it/2016/10/27/lego-serious-play-un-gioco-che-diverte-e-funziona/">Lego Serious Play: un gioco che diverte e funziona</a> è stato pubblicato per la prima volta su <a rel="nofollow" href="http://www.pionero.it">Pionero</a>.