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Olympus OM-D E-M5, microquattroterzi professionale, il nostro approfondimento

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Olympus OM-D E-M5, instant classic. Forse è una delle fotocamere digitali con look retrò più sexy mai realizzate. Le linee squadrate della nuova OM-D e la costruzione in metallo (lega di magnesio), ghiere di controllo comprese, con le scritte caratteristiche impresse nel corpo macchina tropicalizzato, sprizzano solidità da ogni millimetro quadrato ed Olympus non nasconde certo la vocazione "pro", dichiarandola "pronta ad andare ovunque".
Ergonomicamente la disposizione dei comandi principali è studiata per semplificare l'accesso alle numerose funzioni fotovideo che approfondiremo più in avanti. La finitura in gomma soft-touch, con due tipi di texture a scelta dell'utente, una che ricorda la trama di un tatami e l'altra ispirata al cuoio, facilita la presa ma, se si cercasse un maggior feeling con la macchina, Olympus ha previsto il nuovo accessorio HLD-6, un grip verticale che, oltre a replicare i comandi in modalità ritratto, aggiunge anche una impugnatura reflex-like sul lato dx della fotocamera con tanto di pulsante di scatto e ghiera.
Sensore, AF e stabilizzazione IS. Sono queste le tre novità principali introdotte con la OM-D. Iniziamo dall'imager, un LiveMOS da 16,1MPixel accoppiato all'engine di processing TruePic VI: Olympus assicura un range dinamico più esteso rispetto al 12MPixel della E-P3, una qualità visibilmente superiore delle immagini out-of-the-camera (JPEG), una migliore riduzione del rumore ed un ISO massimo di 25.600. Sarà molto interessante verificare sul campo l'IQ fotografico della OM digitale: c'é da tener presente il fatto che Olympus dispone da sempre di una pipeline di processing estremamente raffinata ed in grado di fare la differenza soprattutto sui JPEG, forse i migliori in senso assoluto "così come escono dalla macchina".
Il nuovo sistema AutoFocus FAST è dichiarato (dal Produttore) come il più veloce al mondo nel settore delle fotocamere ad ottiche intercambiabili, siano esse reflex, SLT oppure mirrorless: "a very bold claim" per dirla all'americana o, tornando in terra italica, "un'affermazione audace", soprattutto pensando ad unità ultra-veloci come quelle impiegate su reflex del calibro della Nikon D4. Nella ns. esperienza con la E-P3, attuale PEN digitale di punta Olympus, l'AF si è sempre dimostrato estremamente reattivo in ogni condizione, soffrendo un poco in bassa luce ma mai accusando lag eccessivi: sulla carta, la rinnovata unità della OM-D è superiore e questo, se confermato sul campo, rappresenterebbe la consacrazione delle mirrorless come sistemi in tutto e per tutto equivalenti alle classiche reflex anche sotto il profilo puramente prestazionale.
Stabilizzazione IS a cinque assi. Anche qui la OM-D stabilisce un primato che è appunto quello di offrire, prima al mondo, una stabilizzazione in-body (sensor shift), attiva tanto in modalità foto che ripresa video, in grado di compensare ben cinque tipologie differenti di movimento che causano mosso e micro-mosso: pan verticale, pan orizzontale e rotazione sono adesso previsti e corretti, sempre nei limiti del possibile, dal sistema. Il bello dei corpi Olympus è che utilizzano una stabilizzazione che opera sul sensore e, di conseguenza, pur utilizzando un obiettivo completamente manuale si può godere del vantaggio di poter contare sulla tecnologia IS.
Mirino integrato e schermo OLED orientabile. Il mirino EVF integrato ha specifiche di primo piano: 1,44 milioni di punti, 100% di copertura del campo inquadrato, fattore di ingrandimento di 1,15x, eyepoint a 18mm. Lo schermo posteriore è un pannello OLED touch da 3″ che bascula di 80° verso l'alto e 50° verso il basso: sulla E-P3 la risposta del touch panel, pur non trattandosi di un capacitivo, è soddisfacente quindi le nostre aspettative su questa ultima iterazione sono più che discrete .
Video di qualità superiore. Ad oggi, la Panasonic GH2 è la migliore macchina ad obiettivi intercambiabili sotto il profilo video. Il suo FullHD H.264, pur senza gli eccezionali hack al firmware di Vitaliy Kiselev, è in grado di tenere testa a mostri dal costo di diversi ordini di grandezza superiori. Sempre secondo i ben informati, la OM-D sarebbe in grado di offrire un video di qualità ancora migliore di quello della GH2 (!), questo in virtù del range dinamico più esteso del proprio sensore. Se così fosse, e considerando la tropicalizzazione e la robustezza del corpo macchina, la nuova m4/3 Olympus potrebbe diventare la scelta d'elezione di molti videomaker.
Accessori e due nuovi obiettivi... Un nuovo flash esterno, l'FL-600R, e l'adattatore tropicalizzato MMF-3 per ottiche 4/3 fanno la loro comparsa insieme alla nuova OM-D ma a rendere ancor più succosa la release di oggi è la presenza di due nuove ottiche. Si tratta dell'M.ZUIKO 75mm F1,8 (150mm equiv.) e dell'M.ZUIKO 60mm F2,8 Macro (120mm equiv.), entrambi costruiti in metallo, con il macro anche tropicalizzato ed in grado di raggiungere un rapporto di ingrandimento 1:1 (19cm la distanza minima di messa a fuoco). Il 75mm, in particolare, si pone come soluzione ideale per la ritrattistica, estendendo ulteriormente le possibilità creative offerte da una gamma di ottiche che inizia ad essere davvero completa. Ricordiamo, tra gli altri, il recentissimo M.ZUIKO 12-50mm F3,5-6,3, motorizzato e tropicalizzato, presentato giusto qualche settimana fa ed uno degli obiettivi più interessanti del momento.
Anche sott'acqua! Da questa estate, specificamente progettato per l'OM-D, farà la sua comparsa anche un case underwater da immersione certificato per arrivare fino a 45 metri di profondità. Per ora non se ne conoscono molti dettagli, come ne avremo sarà nostra premura aggiornarvi.
La Olympus OM-D sarà disponibile, nei colori nero e silver, solo corpo oppure in kit con l'M-ZUIKO 12-50mm F3,5-5,6 da Aprile 2012.
09 febbraio 2012
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