Che cosa sono i Bitcoin e la Blockchain

Tutto quello che c’è da sapere sulla criptovaluta del futuro

Che cosa sono i Bitcoin e la Blockchain
Redazione Tiscali

I Bitcoin sono ormai da qualche anno una realtà consolidata ma non tutti ne conoscono bene il funzionamento. Spesso vengono confusi con altre forme di moneta elettronica e soprattutto a molti non è chiara la tecnologia che ne è alla base. In questo post proviamo a fare un po’ di chiarezza e a spiegare che cosa sono e come funzionano i Bitcoin.

Il Bitcoin è una valuta digitale, che però non è emessa da alcuno stato o istituto bancario: il suo funzionamento è possibile grazie a un database distribuito in rete che tiene traccia delle transazioni e sfrutta la crittografia per generare nuova moneta e definirne la proprietà. Questo database distribuito è chiamato Blockchain (“catena di blocchi”) e viene definito “distribuito” perché è distribuito e risiede su migliaia di server appartenenti a migliaia di proprietari diversi. Volendo semplificare al massimo il meccanismo di funzionamento, possiamo dire che le informazioni sui Bitcoin non sono gestite da un unico soggetto, ma da tanti soggetti diversi: la sicurezza delle transazioni dunque è garantita proprio dalla distribuzione delle informazioni che sono alla base di queste ultime. Ad esempio è impossibile per un soggetto generare nuova valuta elettronica oppure aumentare il proprio “saldo” digitale senza che i varsi server Bitcoin sparsi per il mondo se ne accorgano e invalidino l’operazione. Ogni operazione deve essere validata da tutti i server per essere autorizzata.

I server che regolano il funzionamento della blockchain sono messi a disposizione da vari soggetti sparsi per il mondo, i quali in cambio del servizio offerto, ricevono un certo quantitativo di Bitcoin ”nuovi” più una commissione per ogni transazione effettuata: sempre semplificando, questa attività viene chiamata mining. Nell’universo Bitcoin la quantità di moneta circolante è definita a priori: infatti il numero totale di Bitcoin è fissato in 21 milioni, totale che verrà raggiunto presumibilmente entro il 2050, secondo una progressione non lineare ma geometrica, cioè che genera un quantitativo di moneta nuova via via sempre più basso col passare del tempo. Nel 2013 era stata già generata metà delle possibili monete, entro il 2017 saranno tre quarti.

La domanda che molti si pongono è: i Bitcoin sono legali? Ufficialmente non sono stati dichiarati illegali da alcuno stato e, anzi, alcuni enti pubblici stanno timidamente accettando i primi pagamenti in bitcoin segno che i governi non hanno (ancora) preso una posizione pregiudizialmente contraria alla nuova moneta, tuttavia è presto per dire che i Bitcoin potranno affermarsi come moneta universale parallela alle valute nazionali, anche perché mettono in crisi il sistema degli intermediari bancari.

Un’altra domanda è: quanto valgono i bitcoin? Come abbiamo visto, il numero di bitcoin è stato già fissato e limitato a 21 milioni, questo significa che il valore non può dipendere dall’inflazione ma solo dall’andamento della domanda e offerta da parte degli utenti. Nell’ultimo anno il valore dei Bitcoin è cresciuto del 700% circa, segno che l’interesse da parte degli utenti è stato molto forte: oggi 1 Bitcoin vale oltre 3500€ (divisibili fino all’8/a cifra decimale) ma non è detto che questo valore continui a crescere.

I Bitcoin potrebbero fallire? In teoria sì, ad esempio se gli utenti perdessero interesse nella valuta, oppure se i principali governi del mondo, in una azione coordinata, li dichiarassero illegali. Certamente per definizione è impossibile bandire il Bitcoin: solo il tempo ci dirà se questa criptovaluta rimarrà appannaggio di una ristretta cerchia di appassionati o se diventerà di uso comune.