L’anima gemella è su Tinder ma attenzione: viene scelta da un algoritmo

L’app di dating ha sviluppato un sistema intelligente che classifica le persone in base all’attrattività e agevola gli incontri tra simili

L’anima gemella è su Tinder ma attenzione: viene scelta da un algoritmo
di Michael Pontrelli

C’era una volta l’arte del corteggiamento fatta di sguardi e ammiccamenti. C’era una volta perché ormai è roba che appartiene alla storia. Oggi a farci trovare velocemente e senza tanta fatica l’anima gemella ci pensa una app per smartphone: Tinder. Fin qui niente di nuovo dirà chi la conosce già e la usa. Vero. Infatti la notizia è un’altra: i partner potenziali che Tinder suggerisce vengono scelti da un algoritmo che tende a far accoppiare persone equivalenti ovvero belli con belli e brutti e brutti.

Il punto di partenza è Facebook o meglio il suo account che si può utilizzare per fare l'iscrizione a Tinder. L’app carica automaticamente nome, foto, età, interessi, amici e crea un profilo. A questo punto anonimamente si possono “sbirciare” gli altri profili suggeriti dalla piattaforma e indicare un apprezzamento per quelli che si giudicano interessanti e che si sarebbe disposti ad incontrare. Nel gerco dell’app l’apprezzamento verso un altro utente viene indicato con il termine right swipe.

L'utente selezionato non viene però informato dell'apprezzamento ricevuto. L'informazione rimane semplicemente archiviata nei server di Tinder. Ma nel momento in cui l'interesse diventa reciproco, le due parti ricevono una notifica dall'app. Un meccanismo geniale che molti giudicano poco poetico ma che fa risparmiare tempo ai "super impegnati" e che elimina le “scocciature” emotive come la paura del rifiuto che rendono la ricerca del partner una vera e propria tortura alle persone insicure. Ma, come spesso capita, non è tutto oro quel che luccica.

Una inchiesta condotta dalla rivista americana Fast Company ha svelato che l’app di dating più famosa del mondo ha un algoritmo interno battezzato Elo Score che classifica gli iscritti in base alla loro attrattività ovvero fascino. L’algoritmo gioca un ruolo fondamentale perchè facilita l’incontro di persone con desiderabilità simile. Il sistema di rating non è visibile agli utenti e non c'è modo di conoscerlo.

L’esistenza dell’algoritmo è stata confermata anche dal Ceo di Tinder, Sean Rad. “Ci sono voluti due mesi e mezzo per costruirlo e tiene conto di molti fattori” ha dichiarato.
Il rating dovrebbe esprimere la capacità complessiva di presentarsi sull'app ma è indubbio che il numero di riscontri positivi ricevuti è il fattore più rilevante perché ogni swipe è un chiaro apprezzamento del sex appeal. Per quelli che ne collezionano pochi la vita sulla piattaforma è dura e la probabilità di finire in un "ghetto" di indesiderati alta.