Grazie all'intelligenza artificiale sapremo quanti anni ci restano da vivere

Un primo sistema è stato messo a punto in Australia ed è già in grado di prevedere il decesso di un paziente nel giro di 5 anni con una precisione del 69%

Grazie alla intelligenza artificiale sapremo quanti anni ci restano da vivere
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Un sistema basato sull'intelligenza artificiale è in grado di prevedere la longevità delle persone ovvero il numero di anni che restano da vivere. L'incredibile notizia è arrivata dall'Australia e per la precisione dall'Università di Adelaide. La tecnologia è stata sviluppata da un team di ingegneri informatici e radiologici. Si basa sull'analisi delle scansioni radiografiche degli organi interni ed è in grado di fornire previsioni qualitativamente paragonabili a quelle dei medici. Secondo le prime stime avrebbe la capacità di prevedere con una precisione del 69% se un paziente avrà un decesso nell'arco di cinque anni.

Sistema utile per migliorare la cura dei pazienti 

Il sistema si basa su un meccanismo di apprendimento automatico (machine learning) e questo lascia prevedere che le capacità di analisi e previsione cresceranno notevolmente nei prossimi anni. "Predire il futuro di un paziente è utile, perché può aiutare i medici a personalizzare e migliorare le cure individuali" ha affermato il responsabile del progetto Luke Oakden-Rayner. "Anziché focalizzarsi sui problemi delle diagnosi – ha proseguito - il sistema può prevedere e suggerire soluzioni mediche a cui i dottori non possono arrivare, grazie all'enorme quantità di dati rilevati."

Tra 45 anni macchine saranno più intelligenti degli uomini 

L'ennesima conferma dunque dei notevoli progressi che si stanno realizzando nel campo dell'intelligenza artificiale e che avvalora la tesi di quanti sostengono che nel giro di soli 45 anni le macchine saranno più intelligenti degli uomini e saranno in grado di effettuare qualunque tipo di lavoro senza aiuto esterno. Scenari affascinanti che tuttavia sollevano non poche perplessità dal punto di vista etico e sociale.

Rischio discriminazioni di trattamento tra i pazienti?

Con riferimento al sistema sviluppato dal team di ricerca australiano il primo quesito che viene in mente riguarda la possibile discriminazione tra i vari malati. Con sistemi sanitari sempre più attenti alla gestione dei costi, la qualità delle cure dedicate ai pazienti sarà influenzata dalle previsioni di longevità fornite dai sistemi di intelligenza artificiale? Le analisi previsionali sulle aspettative di vita saranno obbligatorie o volontarie? Le attuali normative sulla privacy sono idonee a tutelare le persone anche di fronte a dati di questo tipo? Temi fondamentali di cui sicuramente si sentirà parlare negli anni avvenire.