Azienda italiana inventa tecnologia mangia petrolio per ripulire il mare inquinato in soli 20 giorni

Si tratta della bolognese Bio-on che lancerà lo straordinario prodotto sul mercato a partire dal 2018

Azienda italiana inventa tecnologia mangia petrolio
di MP   -   Twitter: @micpontrelli

La community italiana dei lavoratori digitali ha inserito anche il settore green tra i 12 trend che stanno cambiando il mondo del lavoro. Una conferma arriva da Bio-on, azienda bolognese di intellectual property che ha sviluppato una tecnologia straordinaria in grado di ripulire l'inquinamento petrolifero dal mare nel giro di sole tre settimane.

Tecnologia basata su plastica biodegradabile 

“La nostra tecnologia – ha spiegato Marco Astorri, presidente e amministratore delegato della società – è basata su una rivoluzionaria bioplastica biodegradabile al 100% in grado di ospitare batteri marini che aggrediscono tutto ciò che è estraneo all'acqua”.

Grazie a bioplastica processo di pulizia viene accelerato 

“Questi micro organismi –ha proseguito - sono già presenti nel mare ma non in quantità sufficiente a permettere una riduzione degli idrocarburi sversati in tempi brevi. La nostra bioplastica favorisce la concentrazione dei micro organismi e l'accelerazione del processo di trasformazione delle sostante inquinanti in CO2, prodotto finale della biodegradazione”.

Brevetto e produzione made in Italy 

Una tecnologia rivoluzionaria dunque che sarà fondamentale non solo in caso di incidenti ma anche nella quotidiana manutenzione di aree esposte a sversamenti di idrocarburi come porti e marinerie. “Il prodotto – ha annunciato Astorri – sarà disponibile dal prossimo anno sotto forma fisica”. Oltre al brevetto, rigorosamente made in Italy sarà anche la produzione che avverrà nello stabilimento di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna.

Obiettivo per il futuro è ripulire anche i terreni 

Ma la pulizia dei mari è solo il primo passo della strategia di sviluppo di Bio-on. “Il nostro obiettivo è continuare a fare ricerca scientifica per usare la nostra tecnologia non solo in mare ma anche nei terreni”. Sarebbe una conquista grandiosa visto il degrado ambientale che colpisce anche il nostro Paese, in particolare negli ex siti industriali ora dismessi.