5 cose da sapere prima di acquistare un UPS

Occhio ai blackout

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TiscaliNews

La corrente elettrica è imprevedibile. Un'auto che si schianta contro un palo elettrico, un guasto in centrale possono causare un blackout o uno sbalzo di tensione abbastanza forte da provocare forti danni alla maggior parte dei dispositivi elettronici presenti in casa.

La soluzione non è rappresentata da un banale dispositivo contro le sovratensioni (come quelli presenti in alcune "ciabatte"), ma invece un UPS (Uninterruptible Power Supply, ovvero "Alimentatore non interrompibile", alla lettera)

Questi dispositivi, pesanti e ingombranti, combinano un dispositivo di alta qualità contro le sovratensioni con una batteria di backup in grado di mantenere l'alimentazione ai dispositivi elettronici per un breve periodo di tempo durante un blackout.

Ecco cosa è necessario sapere prima di acquistare un UPS di qualità:

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Quante prese vi servono?

Proprio come una ciabatta, anche un UPS ha diverse prese. E' questo il motivo per cui si deve determinare quanti dispositivi devono essere assolutamente collegati.  Per scopi domestici o per piccoli uffici, di solito si collega il monitor, il pc, router e talvolta un piccolo server. Come regola generale, è una buona idea quella di acquistare il necessario più altre due prese, per avere una maggiore flessibilità per il futuro.

Tenete a mente, però , che molti UPS forniscono una protezione contro le sovratensioni solo su alcune porte. Le prese alimentate dalla batteria saranno probabilmente molte di meno del numero massimo di porte. Gli UPS più economici di solito forniscono corrente alla batteria di backup per un numero di prese che va da 4 a 6, lasciando senza alimentazione quelle rimanenti. Questa cosa può rappresentare una sorpresa la prima volta che manca la corrente. Fortunatamente vi renderete conto , semplicemente guardandolo, se l'UPS possiede o meno delle porte senza alimentazione di backup.

Se poi usate connessioni cablate (ADSL/fibra) cercate un UPS in grado di proteggere anche quelle. La maggior parte degli UPS lo fa.

Quanta corrente assorbono le vostre apparecchiature?

Dopo le prese, dovrete chiedervi quanta corrente consumano i dispositivi collegati all'UPS. Se richiedono più corrente di quella che può erogare non riusciranno ad essere alimentati, nemmeno se la batteria ha ancora molta energia accumulata a disposizione. Paragonatelo a un alimentatore: se il wattaggio è inferiore rispetto alle richieste del computer siete sfortunati.

Potete calcolare la corrente necessaria ai vostri dispositivi usando un wattmetro, acquistabile ovunque per pochi euro. Ovviamente dovete sommare i watt richiesti dai vari dispositivi. La quantità di corrente fornita dall'UPS di solito è scritta appena prima delle lettere "VA" (Volt-Ampére). Purtroppo non è possibile convertire da VA a un numero riconoscibile come i watt, a meno che non conosciate il PF (Power Factor) di un UPS. Una stima approssimativa (non utilizzabile) sarebbe quella di approssimare i VA ai watt. Quindi, per esempio, un UPS da 1500VA potrebbe, al massimo, erogare fino a 1500 Watt di potenza se il PF si avvicina a 1. Valori inferiori si tradurrebbero in un UPS che non fornisce abbastanza potenza, per questo motivo sarebbe meglio comprarne uno con il 20% in più di VA del necessario.

Per quanto tempo dovrebbe durare la batteria?

Dopo esserci occupati del wattaggio, si dovrebbe anche decidere per quanto tempo i dispositivi dovrebbero essere alimentati in caso di emergenza. Alcuni comprano un UPS perchè vogliono semplicemente qualche minuto per poter salvare il proprio lavoro e spegnere correttamente i dispositivi. Altri invece hanno l'esigenza di poter lavorare durante blackout che si protraggano fino a un'ora.

Per capire quanto tempo un UPS è in grado di alimentare i dispositivi che connetterete, sommate il wattaggio di assorbimento e riferitevi al grafico di carico fornito dal produttore. Di solito si trova sul lato della confezione o nella descrizione, se lo acquistate online.

Quali caratteristiche vi servono?

Potreste pensare che le funzioni di un UPS non siano molte, e soprattutto che siano semplici. Del resto, dovete solo collegare i dispositivi, e quando manca la corrente interviene la batteria. Tutto qua, no?

Non proprio. Persino i gruppi di continuità più economici offrono caratteristiche come la notifica del distacco della batteria, la connettività tramite USB e un software che da PC può controllare le impostazioni e la corrente assorbita. Un UPS professionale offre addirittura altre funzioni, come un LED che indica il livello di carica e il tempo di attività in minuti, e batterie sostituibili a caldo.

Quanto vale la garanzia?

Un UPS di solito dura quanto la vita della sua batteria interna, cioè circa due-tre anni. Il motivo è che l'efficienza delle batterie diminuisce col tempo, in particolar modo quando vengono caricate al 100% (proprio il caso dei gruppi di continuità). E proprio per la batteria, quasi tutte le garanzie si aggirano intorno ai tre anni, il tempo sufficiente a coprire il ciclo di vita della batteria.