#4GirodItalia: con Tiscali J vi raccontiamo Alatri

La connessione 4G+ by Tiscali è arrivata anche nel Lazio

cattedrale Alatri
Redazione Tiscali

Continua il #4GirodItalia Tiscali: il nostro viaggio tra le località raggiunte da Tiscali J – la connessione Internet senza fili con tecnologia 4G+ - è arrivato anche nel Lazio: il comune che vi raccontiamo oggi è Alatri, in provincia di Frosinone. Andiamo quindi alla scoperta di Alatri!

Dopo Frosinone e Cassino, Alatri è la terza città della Ciociaria, regione geografica a sud-est di Roma: la città sorge alle pendici dei Monti Ernici, che rappresentano il confine naturale tra Lazio e Abruzzo. Il nome Alatri deriva dal nome latino Aletrium, le cui origini sarebbero ernico-etrusche. Ale-trium significherebbe ‘torre alata’, immagine presente nello stemma attuale della località, volta a simboleggiare una roccaforte difensiva di altezza elevata. Fondata dagli ernici, Alatri è stata abitata prima dai romani, poi invasa e saccheggiata dai barbari, infine assoggettata all’autorità papale, se si eccettua una parentesi sotto il dominio napoleonico.

Il suo monumento più famoso è l'Acropoli: una rocca trapezoidale di 18mila metri quadri circondata da mura ‘ciclopiche’ che avvolgeva la città antica. Secondo la leggenda gli omonimi giganti – i ciclopi - ne sarebbero gli artefici: nel costruirla, i realizzatori avrebbero delineato un perimetro dall'origine ‘archeoastronomica’. Secondo alcuni esperti, infatti, la forma dell'acropoli ripercorrerebbe quella disegnata nel cielo dalla costellazione dei Gemelli al solstizio d'estate. Ciò che rende uniche queste mura è la tecnica di costruzione: esse sono infatti composte da monoliti incastrati tra di loro alla perfezione, senza uso di malte o cementi.

Nel 1228 Alatri sarebbe stata teatro del cosiddetto ‘Miracolo dell’ostia incarnata’: secondo la vicenda, una strega avrebbe costretto una ragazza a rubare un’ostia consacrata per realizzarne un filtro d’amore. Tre giorni dopo, nel portapane in cui aveva nascosto l’Eucarestia, la ragazza avrebbe trovato, al suo posto, un brandello di carne umana, pentendosi immediatamente del sacrilegio: la reliquia del presunto miracolo è custodita nella cattedrale di San Paolo.

Foto di LiveFiuggi.com

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