Primo test del nuovo MacBook Air

Appena una settimana dopo la presentazione ufficiale, abbiamo i primi risultati delle prove sul campo del nuovo Netbook di casa Apple: vediamo insieme se il prodotto riesce a distinguersi dalla concorrenza, o se stavolta Apple ha tirato troppo la corda con la politica del “bello ma costoso”.
 
Velocità di accensione
Il confronto è stato fatto con un MacBook Pro con processore i7, uscito appena sei mesi fa e sulla carta molto più performante. La prima cosa che si nota all'accensione del MacBook Air è la rapidità: in meno di 15 secondi MAC OS X Leopard è pienamente operativo, contro i 2 minuti registrati su un iMac con processore i7 e 8 Gb di RAM, e contro i 40 secondi del MacBook Pro i7 con drive SSD. Ma ancora più immediata è l'accensione dopo la sospensione: meno di 2 (due!) secondi per far riacquistare al computer la piena operatività. Lo spegnimento dura 3 secondi al massimo, e l'unica cosa per cui sarà necessario aspettare è che avvenga l'allacciamento alla rete Wi-Fi.
A sua volta, il performante Notebook VAIO Z con CPU i5 e i7 ha registrato tempi di accensione non inferiori a 40 secondi, che per un sistema con Windows 7 è comunque molto buono. I secondi per il risveglio necessari al VAIO, invece, sono 5. Qui potete vedere con i vostri occhi un video delle accensioni, messe a confronto anche con Apple iPad (25 secondi).
 
Prestazioni della CPU
Per quanto riguarda la velocità del sistema in senso lato, c'è da dire che questo Air ha stupito tutti: il processore Core Duo presente non ha niente da invidiare al MacBook con core i7, almeno nell'utilizzo normale e quotidiano. Chiaramente ala luce dei benchmark non c'è storia, il core i7 è più veloce: ma questa differenza è impercettibile se si usa il portatile per le normali attività quali navigare su internet o leggere la posta. Rispetto invece al MacBook Pro i3, e al precedente MacBook Air, c'è stato un miglioramento in termini di prestazioni: probabilmente su quei due modelli il Core Duo era settato per funzionare a una velocità di clock più bassa di quella dichiarata, per non surriscaldare troppo il computer. Adesso la velocità è pienamente utilizzata, e le prestazioni sono sorprendenti.
 
Storage e disco fisso
Come ormai è noto, il MacBook Air dispone di un hard-disk a stato solido (SSD) direttamente montato sulla motherboard: questa soluzione garantisce una rapidità d'accesso elevatissima, sia in lettura che in scrittura. Ma un punto che potrebbe far storcere il naso è la quantità di spazio disponibile: i 128 Gb possono non bastare a molti utenti, per immagazzinare la mole di dati multimediali con cui abbiamo a che fare ogni giorno (su tutti foto e video HD). Ma l'idea di Apple è quella di puntare sul cloud, e sulla disponibilità remota dei files: utilizzando un server esterno, o un computer fisso che funge da stazione di storage, si elimina il problema di doversi portare dietro tutti i dati. Ma prima di arrivare all'adozione dello standard dei dati in cloud, bisognerà aspettare molto, sopratutto quando si parla di avere connessioni internet sempre disponibili e molto veloci.
In ogni caso, un hard-disk esterno è pur sempre una soluzione economica e molto pratica per ovviare al problema dello storage di dati; è anche presente la versione del Netbook da 256 Gb sullo store di Apple, per chi avesse necessità di ulteriore memoria in formato SSD.
 
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Dimensioni: un vero “effetto wow”
Apple è maestra nel saper generare negli utenti che provano per la prima volta i suoi prodotti quella sensazione generale che fa esprimere le parole “lo voglio”. Interfacce accattivanti, design pulito e funzionale, e profonda interattività: con queste caratteristiche la Apple è riuscita a rinascere, e il Macbook Air è degnamente rappresentativo di questa filosofia. Sottilissimo e leggero, quando si utilizza una prima volta, diventa subito il prodotto in cima alla lista della spesa: complimenti al reparto marketing e design della Apple, che riesce sempre a centrare il bersaglio.
Ricordiamo che lo spessore parte da 1,7 cm e si assottiglia fino a 0,28, per un peso di 1,32 Kg e uno schermo con diagonale di 13'' con risoluzione equivalente ai Macbook Pro 15'', ovvero 1440x900.
 
Batteria e surriscaldamento
Forse il punto debole di questo gioiellino risiede nella durata della batteria? No, la batteria dura ben 7 ore (effettive), e solo un paio di volte è scesa a 6 ore in seguito a un utilizzo davvero massiccio delle risorse. Un Netbook deve puntare sulla mobilità, e Air ci riesce benissimo, e non casca negli errori di alcuni brand concorrenti che propongono Netbook con poco più di un paio d'ore di autonomia.
Anche il raffreddamento della componentistica interna è eccellente, abbiamo notato un piccolo surriscaldamento solo quando sono stati riprodotti simultaneamente più filmati Flash. Il Macbook Pro in confronto è una piccola stufa.
 
Conclusioni
Poco da dire: Apple ha fatto un lavoro eccezionale, con un Netbook che rende obsoleti ben altri due prodotti Apple: il vecchio Air e il Macbook Pro con core i3, sia in termini di prestazioni, che di prezzo. Anche il Pro con core i5 è seriamente insidiato dalle prestazioni di questo gioiellino, che sembra non avere alcun punto debole. Il prezzo è di 1.299€, nella versione con HDD da 128 Gb, o 1.599 con 256 Gb di spazio: se proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo, dobbiamo dire che alcuni modelli della concorrenza, fra cui il Dell Inspiron m101z, uscito lo scorso luglio, e il prossimo EEE PC di Asus, modello N1215n, offrono una migliore scheda video (sopratutto l'ASUS), un'uscita HDMI, e un prezzo che parte da 600€, per arrivare a 800€ nelle versioni full-optional.
Tornando alla domanda in apertura di articolo, vale la pena spendere considerevolmente di più, per delle prestazioni che sono simili? Prima della recensione eravamo orientati su una risposta negativa, ma questo MacBook Air della Apple ci ha davvero stupiti, e forse, in preda all'effetto “wow”, ci sentiamo di affermare che la differenza di prezzo ci sta tutta, perché a fronte di una porta HDMI in meno si guadagna in termini di velocità, leggerezza e stile. Applausi per Apple, che se continua così, lascerà solo le briciole ai concorrenti.
 
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27 ottobre 2010
 
 
 
  

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